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Mi manda Gargolla #6

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Le gargolle sono creature assai curiose e amano il confronto. All’interno della rubrica «Mi manda Gargolla» esse si fanno carico di rispondere a domande, dubbi esistenziali, richieste stravaganti, consigli e tutto ciò che una creatura di questo e di altri mondi si sentirà di chiedere. Cosa aspettarsi? Ovviamente delle risposte col cuore in mano, nel senso letterale del termine.

Care gargolle, mi chiamo Amanda e lavoro nell’ambito museale in Inghilterra. Sono da poco stata assunta presso un prestigioso museo di caratura internazionale, dopo anni di studio e tanto impegno. Da qualche mese sto curando l’allestimento di una nuova sezione nella quale verranno collocate alcune mummie che non sono mai state esposte prima. Nelle ultime settimane la vigilanza ha notato alcuni visitatori tentare diverse volte di intrufolarsi nelle sale ancora in allestimento o attardarsi oltre l’orario di chiusura per cercare di curiosare indisturbati; fortunatamente sono stati subito individuati e accompagnati gentilmente all’uscita. Un mio collega, mentre tornavamo al museo dopo la pausa pranzo, ha notato dei graffiti fatti da chissà quale vandalo sul muro dell’entrata e da quel momento mi è sembrato sempre più ansioso e guardingo. Dite che ci sono elementi che non sto cogliendo? Dovrei stare in guardia? E da cosa? Non so più che cosa pensare!

Cara Amanda, innanzitutto complimenti vivissimi per il tanto agognato successo lavorativo in un campo che, non ti nascondiamo, attira molti dei nostri interessi. I musei sono luoghi meravigliosi, densi di sapere e dunque anche di pericoli poiché esistono conoscenze dal passato assai oscuro che ancora esercitano enorme potere e fascino. Adesso libera la mente, prenditi il tempo necessario e seguici in questo breve viaggio che speriamo possa chiarirti le idee.

Immagina che esista un dio ancestrale il cui aspetto, anche rappresentato in effigi, sia così orripilante e disgustoso alla vista da immobilizzare la vittima e tramutarne la consistenza corporea in quella di una mummia pietrificata. La vera sciagura, senza sminuire la precedente, è che la coscienza del malcapitato e tutti gli organi interni finiscono col restare perfettamente funzionanti. Come puoi immaginare, una sorte parecchio nefasta.

Immagina adesso che questa divinità sia stata evocata sulla Terra in un’era primordiale da una razza aliena originaria di Plutone, confinata successivamente in una fortezza di basalto dalle dimensioni titaniche chiamata Yaddith-Gho nel regno di K’naa e poi collassata circa duecentomila anni or sono negli abissi insieme a tutto il mitico continente di Mu (l’attuale Polinesia), di cui forse avrai letto in alcuni testi di storia raramente usati nel mondo accademico. Da quell’era i sacerdoti di questa divinità si sono sempre premurati di soddisfarla con cruenti sacrifici a cadenza regolare, temendo che il suo risveglio potesse decretare la fine del mondo stesso, visto il suo infinito potenziale di distruzione.

Pensa che, come spesso accade in questi casi, col tempo si sia formata una vera e propria casta sacerdotale divenuta potentissima anche a livello politico proprio per il loro ruolo di guardiani; d’altra parte perché evocare un dio malvagio quando puoi fondare tutto il tuo prestigio sociale sull’essere suo insostituibile e preziosissimo carceriere? Tuttavia non sempre tutto va per il meglio ed è facile pensare che, data la proverbiale curiosità umana, qualcuno possa sventurarsi – magari finendo vittima di un tranello – a voler entrare a tutti i costi in contatto con la suddetta divinità pagandone il prezzo cui abbiamo accennato poco sopra.

Adesso veniamo a noi, sperando di poter chiudere questo quadro generale e rispondendo ai tuoi dubbi. Nel 1932, in un noto museo americano, si tenne un’esposizione proprio come quella che stai cercando di allestire e avvennero diversi fatti incresciosi seguiti da una scia di sangue, lutti e rovina per gran parte dei coinvolti. Gli elementi ci sembrano abbastanza simili: un museo, alcune mummie molto antiche mai viste prima, figuri che cercano di entrare in contatto con queste o comunque si comportano in modo assai strano, segni misteriosi tracciati. Potresti effettivamente avere a che fare con alcune vittime dello sguardo del temibile Ghatanothoa, il Demone-Dio, e probabilmente con dei suoi seguaci odierni (il culto pare sia ancora vivo in alcuni stati sudamericani, ma avrà sicuramente ramificazioni in Europa) che ancora portano avanti la loro eterna missione di sorveglianza ancestrale.

Non preoccuparti, da qualche parte dovremmo avere qualche antico rotolo di T’yog (è un incantesimo che evita la pietrificazione e riesce anche ad annullare la maledizione sulle mummie) e nel giro di qualche giorno te lo faremo recapitare da alcuni nostri collaboratori molto preparati. Siamo sicure che sapranno come trattare chi sta cercando di metterti i bastoni tra le ruote; tra persone di cultura una soluzione si trova sempre! Buona fortuna per la tua esposizione, siamo sicure che andrà tutto benissimo!

1 commento su “Mi manda Gargolla #6”

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