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La biblioteca di Ghould #13

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Ogni settimana, la rubrica «La biblioteca di Ghould» presenta i ritrovamenti che il signor Ghould effettua periodicamente all’interno dei libri conservati nella sua biblioteca personale. Egli ci scrive ogniqualvolta incappa in un bigliettino, una cartolina, un fiore rinsecchito, un francobollo. Il più delle volte si tratta di scoperte di poco conto, altre volte invece anche Ghould ne rimane turbato.

Oggi il signor Ghould ci confessa di sopportare poco i romanzi e le raccolte di racconti in cui i protagonisti trascorrono il tempo pensando. Per i pensieri bastano e avanzano i saggi, ci dice. Nei romanzi e nei racconti i protagonisti devono agire, fare cose, muoversi, interagire, parlare, scazzottarsi, urlare, spostare cose, spingere, urtare e strattonare; insomma, devono vivere. «D’altronde», si infervora, «chi è che passa tutto il giorno a pensare?» Ecco, quindi, che ha deciso di colorare il taglio del foglio di ogni pagina che legge, evidenziando le pagine in cui non succede alcunché, quelle in cui i protagonisti passano il tempo a pensare. «Ci sono alcuni volumi che si fanno riconoscere per il taglio interamente cosparso di colore verde, rosso, o blu. Quei libri li ho letti una volta e so già che non li leggerò più, ma voglio ricordarmene nel modo più lampante possibile.»

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