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Inferni e aldilà #3

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Tra le infinite pagine divorate e gli incalcolabili fotogrammi ammirati, alcuni finiscono inevitabilmente col conquistare il granitico cuore delle gargolle e trovarvi rifugio. Quando lo trovano opportuno, esse non mancano di suggerire le opere che ritengono più meritevoli d’attenzione. Sono consigli a dir poco ponderati, partoriti nella penombra degli abbaini dove esse dimorano.

Giuseppe consiglia Paradiso e Inferno, un romanzo di Jón Kalman Stefánsson, edito in italiano da Iperborea nel 2011 e tradotto da Silvia Cosimini. Le aspre lande islandesi diventano teatro di vita e di morte, di riflessioni profonde sul potere performativo della letteratura e un’amicizia vissuta senza risparmiarsi mai. Un romanzo di formazione contemporaneo, un viaggio nel profondo di un dolore intimo e affrontato grazie alla dimensione salvifica della parola.

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