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La biblioteca di Ghould #15

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Ogni settimana, la rubrica «La biblioteca di Ghould» presenta i ritrovamenti che il signor Ghould effettua periodicamente all’interno dei libri conservati nella sua biblioteca personale. Egli ci scrive ogniqualvolta incappa in un bigliettino, una cartolina, un fiore rinsecchito, un francobollo. Il più delle volte si tratta di scoperte di poco conto, altre volte invece anche Ghould ne rimane turbato.

Oggi il signor Ghould condivide con noi una fotografia del suo schedario che, esattamente come la sua biblioteca, si presenta unico nel suo genere, bizzarro e foriero di avventure bibliografiche fuori dalla norma. Ogni sezione è contraddistinta dall’uso di termini accostabili per significato e funzione, corredata da sinonimi e contrari, abbellita da locuzioni dialettali e desuete. Le etichette sono stampate facendo ricorso a un’etichettatrice senza il dono della linearità. Ogni scheda, poi, presenta sul retro diverse annotazioni sull’umore in cui si trovava il signor Ghould quando ha consultato il libro a cui la scheda fa riferimento. Una biblioteca senz’altro «umozionale», come la definirebbe il nostro inconsueto amico.

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