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Mi manda Gargolla #17

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Le gargolle sono creature assai curiose e amano il confronto. All’interno della rubrica «Mi manda Gargolla» esse si fanno carico di rispondere a domande, dubbi esistenziali, richieste stravaganti, consigli e tutto ciò che una creatura di questo e di altri mondi si sentirà di chiedere. Cosa aspettarsi? Ovviamente delle risposte col cuore in mano, nel senso letterale del termine.

Care gargolle, sono un dottorando in geografia e da alcune settimane ho iniziato a fare dei sogni molto strani, forse incubi per meglio dire. In un primo momento pensavo fossero connessi al lavoro e alle attività di ricerca che compio: da circa un anno sono alle prese con la catalogazione di antiche mappe e reperti cartografici. Sogno una città dalle proporzioni titaniche e ricolma di architetture svettanti verso il cielo, templi riccamente ornati e un continuo andare e venire di delegazioni principesche. All’improvviso, mentre passeggio lungo queste vie meravigliose, il paesaggio muta drasticamente e creature orrende, anfibie e forse squamose, sciamano in ogni direzione stravolgendo la quiete cittadina. A questo punto, di solito, mi sveglio in uno stato di agitazione totale ma, allo stesso tempo, sento un fortissimo richiamo pur non comprendendone l’origine. Mi sento molto inquieto; cosa mi sta accadendo?

Caro lettore, il Reame dei Sogni è un mondo — o più probabilmente un insieme di mondi — dove concetti come lo spazio ed il tempo, nonché le regole della fisica, sono assai diversi da quello in cui vivi quotidianamente.

La tua descrizione urbana è piuttosto vaga, ma comprendiamo benissimo che l’agitazione e l’ansia che comportano il risveglio da certe esperienze non aiutano nel rendicontare al meglio quanto percepito. Tuttavia ci hai fornito un dettaglio molto prezioso, sul quale torneremo successivamente, che ci ha permesso di identificare il luogo che hai visto, e forse anche il tempo.

Il tuo spirito, trattandosi di viaggi onirici in un Reame parallelo, ha avuto l’onore, con tutto ciò che comporta, di percorrere le sontuose vie della stupenda Sarnath, città sicuramente non riportata su nessuna delle mappe che conosci! Questa capitale nella regione di Mnar era nota per la sua ostentata opulenza e assai frequentemente, come tu stesso hai potuto testimoniare, ambascerie di regnanti e alti sacerdoti ne affollavano gli ampi viali. Sarnath, al picco del suo splendore, era certamente un punto di riferimento nel campo delle arti e dell’architettura civile e religiosa. Posta nei pressi di un grande lago, si diceva che le vette dei suoi templi toccassero le nuvole più candide del cielo.

Tuttavia cotanta gloria, fin dalla sua fondazione, si era indissolubilmente legata a un atto che ne avrebbe comportato il tracollo secoli dopo: i fondatori di Sarnath, contagiati dalla mania di grandezza dovuta alle loro mire, avevano deliberatamente distrutto l’antica e originaria città di pietra chiamata Ib, trucidandone gli abitanti e saccheggiando i loro artefatti religiosi. Si narra che ogni anno, in occasione dell’anniversario della distruzione di Ib, le acque del lago si agitassero per tutta la notte senza nessun motivo apparente, per poi tornare placide il giorno dopo.

Le tue visioni, molto probabilmente, ti hanno permesso di rivivere la caduta della gloriosa Sarnath, causata proprio dalla tracotanza dei suoi fondatori; proprio in occasione delle celebrazioni del millesimo anniversario della nefasta ricorrenza le acque del lago iniziarono a incresparsi provocando tumultuose onde, come se volessero invadere la città e le sue costruzioni. Mentre nei palazzi di corte si tenevano i soliti festeggiamenti ricchi di sfarzo e frivolezze, dalle acque del lago, ormai trasformate in vortici impetuosi, emergevano gli antichi abitanti di Ib, l’anfibia razza degli Thuum’ha o «Senza voce» — così i sarnathiani li avevano denominati. In poche ore rasero al suolo la città, al punto che, narrano alcuni viaggiatori dei Reami del Sogno, non rimasero neanche rovine a testimoniare la caduta di Sarnath. Al suo posto solo una grande palude, di nuovo abitata dai suoi abitanti originari, e consacrata al loro dio Bokrug, la grande lucertola marina, che per troppi secoli aveva covato vendetta nelle profondità del lago.

Questa, in poche righe, è la storia dell’ascesa e della fine di Sarnath. Ma, venendo a ciò che tu definisci richiamo, ci viene in mente che forse esso potrebbe avere origine negli abitatori di Ib. Ancora oggi vivono molti loro discendenti in alcune zone della Terra; forse ne hai sentito parlare col nome di dagoniani o hai letto alcune storie riguardanti la città di Innsmouth. Se nei prossimi mesi dovessi renderti conto che la tua pelle inizia a emanare un odore pungente o alcune porzioni di pelle dovessero diventare squamose, non esitare a contattarci; sapremo indirizzarti al meglio. Al contrario degli abitanti di Sarnath, ciechi dinnanzi alle avvisaglie di rovina, essere attenti ai cambiamenti è sempre un’ottima strategia!

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